Labyrinthgarten

Una delle caratteristiche salienti del giardino è la sua grande ricchezza vegetale.:

L’ingresso all’area verde è segnato da splendidi esemplari di gelso. Da qui si passeggia fino ad un incrocio. Si procede verso destra dove s’incontra un “drago al riposo”, formato da un terrapieno di 2,5 m che al suo centro protegge il tipico labirinto a spirale. Sul terrapieno (drago) crescono rose e roverelle, mentre nel labirinto cresce il timo.

Dopo aver lasciato alle spalle questo luogo meditativo si giunge in un ambiente in cui predomina il tema dell’acqua. Se all’incrocio si prosegue a sinistra si arriva all’acqua attraversando un piccolo bosco di cornioli.

Ora si susseguono tre terrazze, nella terrazza più in basso il sentiero passa attraverso un piccolo bosco di lagestroemia fino ad arrivare alla terrazza centrale all’entrata del grande labirinto, dove sarà collocato un tavolo monumentale lungo ca. 30 m. La terrazza più in alto non è ancora ultimata. Nei pressi dell’acero riccio sarà fissata un’altalena che permetterà di volare sopra il pendio sottostante.

Foto: Martin Geier

Il labirinto, cuore dell’impianto, è stato progettato in stretta collaborazione con il costruttore di labirinti/giardini Gernot Candolini. Il labirinto si estende su un’area di 3300 mq ed il percorso è lungo 1,5 km. I vari sentieri sono adornati da 10 tipi di vigneti che portano prelibati frutti dall’inizio estate fino al tardo autunno. Abbiamo scelto la vigna come pianta principale che accompagna gli ospiti nel labirinto, perché si adatta al paesaggio culturale circostante e perché il suo frutto si presta a diversi scopi. La vigna è malleabile, ma segue una sua personale crescita caotica, è robusta ma anche molto delicata, è sobria, gentile e mostra in maniera evidente i cambiamenti delle varie stagioni.

Il sentiero che attraversa il labirinto simboleggia i ritmi della vita: i pendii riproducono gli alti e bassi e le diverse piazzole interpretano la calma oppure la stagnazione ed invitano alla sosta ed alla riflessione. Alcuni visitatori cercheranno la via più corta e rapida, altri invece attraverseranno il giardino con calma, altri ancora cercheranno di svelarne i misteri. Soli, in coppia oppure in gruppi.

Ci sono molteplici possibilità: un procedere strategico, andare in fretta, una ricerca frenetica, perdersi, tornare in dietro…

A differenza di altri labirinti, il giardino della tenuta Kränzel è sempre adornato da cespugli di bacche e da alberi che invitano ad assaggiare i loro frutti.

Se i visitatori abbandonano il labirinto arrivano all’anfiteatro che sulle 15 scale plasmate nel terreno offre posto a 300 persone. Da qui lo sguardo scorre lungo il giardino/labirinto, l’intera area del giardino fino al fondovalle di Merano.

Gli alberi del giardino che si trovano tra il labirinto ed il teatro sono cipressi del sud e larici del nord che simboleggiano l’incontro tra due culture ed aree climatiche diverse. Le Alpi si sono formate rapidamente molte migliaia di metri sotto di noi a causa dello scontro tra la piattaforma continentale africana e quella europea: ora i visitatori che camminano lungo i pendii a sud delle Alpi possono osservare l’incontro del mondo alpino con quello mediterraneo.

La via del ritorno, molto lineare e leggermente in pendenza, è in netta contrapposizione con il percorso del labirinto e compensa il vissuto del labirinto. Lungo il sentiero del ritorno si possono assaggiare diversi tipi di frutta.

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